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Guida HACCP

Regolamento 852 2004: cosa impone a chi produce e vende alimenti

Il Regolamento 852 2004 è la norma europea sull'igiene dei prodotti alimentari: impone a ogni operatore i requisiti igienici di locali e personale (art. 4), procedure permanenti basate sui principi HACCP (art. 5) e la notifica ai fini della registrazione dello stabilimento (art. 6). Si applica a tutte le fasi dopo la produzione primaria.

Cosa impone il Regolamento 852 2004?

Il Regolamento (CE) 852/2004 impone a ogni operatore del settore alimentare tre blocchi di obblighi: i requisiti d’igiene di locali, attrezzature e personale (art. 4), le procedure permanenti basate sui principi HACCP (art. 5) e la notifica dello stabilimento ai fini della registrazione (art. 6). È la norma che sta a monte di tutto l’autocontrollo alimentare in Europa e in Italia.

Articolo Contenuto
Art. 1 Campo di applicazione: tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione dopo la produzione primaria; esclusioni al par. 2
Art. 3 Obbligo generale: garantire l’igiene in tutte le fasi sotto il proprio controllo
Art. 4 Requisiti generali e specifici d’igiene: Allegato I per la produzione primaria, Allegato II per le fasi successive
Art. 5 Predisporre, attuare e mantenere procedure permanenti basate sui sette principi HACCP
Art. 6 Notifica di ogni stabilimento all’autorità competente ai fini della registrazione (o riconoscimento)
Allegato I Igiene della produzione primaria e delle operazioni associate
Allegato II Locali, attrezzature, rifiuti, approvvigionamento idrico, igiene e formazione del personale

Le sanzioni per chi non rispetta questi obblighi non sono scritte nel regolamento europeo, ma nel decreto italiano di applicazione: le trovi nella pagina sulle sanzioni HACCP.

A chi si applica il regolamento sull’igiene degli alimenti?

Si applica a tutti gli operatori del settore alimentare e a tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti (art. 1, par. 1). Rientrano nell’ambito bar, ristoranti, pizzerie, negozi di alimentari, panifici, laboratori artigianali, mense, ambulanti, depositi e trasportatori: se tratti alimenti in una fase successiva alla produzione primaria, il regolamento ti riguarda. Il testo parla di “operatore del settore alimentare” (OSA) proprio per coprire chiunque svolga un’attività, con o senza scopo di lucro, collegata a una qualsiasi fase della filiera.

Quali attività sono escluse dal Regolamento 852/2004?

Il regolamento non si applica ad alcune situazioni elencate all’art. 1, par. 2. Sono escluse la produzione primaria per uso domestico privato, la preparazione e conservazione domestica di alimenti per consumo privato, la fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali, e i centri di raccolta che rientrano nella definizione di impresa alimentare solo perché trattano materie prime per gelatina o collagene.

  • Uso domestico privato — coltivare o allevare per la propria tavola non è attività d’impresa.
  • Preparazione domestica — cucinare a casa per sé e per la famiglia resta fuori dal regolamento.
  • Piccoli quantitativi di prodotti primari — la vendita diretta locale è disciplinata dal diritto nazionale e regionale (attività marginale in ambito locale).
  • Produzione primaria in senso stretto — resta soggetta ai requisiti d’igiene dell’Allegato I, ma è esentata dall’obbligo HACCP formale dell’art. 5.

Questi confini contano: molte micro-attività pensano di essere escluse quando invece rientrano, perché già una minima trasformazione o la vendita al pubblico fa scattare gli obblighi. In caso di dubbio conviene farsi inquadrare la posizione prima di aprire.

Cosa prevede l’articolo 4 sui requisiti di igiene?

L’articolo 4 fissa i requisiti generali e specifici d’igiene attraverso i due allegati del regolamento. Gli operatori della produzione primaria applicano l’Allegato I; tutti gli altri applicano l’Allegato II, che disciplina lo stato dei locali, il layout delle aree di lavorazione, le attrezzature, la gestione dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico, l’igiene personale degli addetti e la loro formazione. Sono le regole che l’ispettore verifica guardando la cucina, le celle e i registri: superfici lavabili, separazione tra sporco e pulito, catena del freddo e acqua potabile. Su questa base si costruiscono poi le procedure di autocontrollo dell’art. 5.

Cosa impone l’articolo 5 sull’HACCP?

L’articolo 5 impone a ogni operatore di predisporre, attuare e mantenere una o più procedure permanenti basate sui sette principi del sistema HACCP. Non basta scrivere un documento una volta: le procedure devono essere vive, aggiornate e documentate. I sette principi sono questi:

  1. Identificare i pericoli da prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili (analisi dei pericoli).
  2. Individuare i punti critici di controllo (CCP) nelle fasi in cui il controllo è essenziale.
  3. Stabilire i limiti critici che separano l’accettabile dall’inaccettabile.
  4. Definire e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei CCP.
  5. Stabilire le azioni correttive per quando un CCP non è sotto controllo.
  6. Stabilire le procedure di verifica del funzionamento del sistema.
  7. Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa.

Il settimo principio è quello che rende obbligatoria la parte scritta: nella pratica prende la forma del manuale di autocontrollo HACCP specifico per la tua attività, con i CCP reali dei tuoi processi e i registri da compilare. La produzione primaria resta invece fuori da questo obbligo formale (art. 5, par. 3).

Cosa chiede l’articolo 6 su notifica e registrazione?

L’articolo 6 chiede all’operatore di notificare all’autorità competente ogni stabilimento in cui svolge una fase della filiera, ai fini della registrazione. In Italia la notifica ai fini della registrazione si presenta come notifica sanitaria tramite il SUAP del Comune dove ha sede l’attività, e l’autorità competente è la ASL. La registrazione va tenuta aggiornata: variazioni significative e cessazione dell’attività vanno comunicate. Alcuni stabilimenti che trattano alimenti di origine animale non si limitano alla registrazione ma sono soggetti a riconoscimento ai sensi del Regolamento (CE) 853/2004, art. 4. Lavorare senza notifica è la violazione più costosa dell’intero pacchetto: da 1.500 a 9.000 euro (art. 6, comma 3, D.Lgs 193/2007).

Cosa ha cambiato il Regolamento UE 2021/382?

Il Regolamento (UE) 2021/382 ha modificato gli allegati del Reg. 852/2004 introducendo tre novità operative. Ha inserito la gestione degli allergeni tra i requisiti d’igiene dell’Allegato II, ha definito le condizioni per la ridistribuzione e la donazione degli alimenti a fini di beneficenza, e ha introdotto la cultura della sicurezza alimentare come impegno documentato di direzione e personale (Allegato II, nuovo capitolo). In concreto significa che un manuale aggiornato oggi deve trattare in modo esplicito la separazione e la comunicazione degli allergeni e mostrare che la sicurezza alimentare è un comportamento condiviso, non solo un fascicolo in un cassetto.

Come ti metti in regola con il Regolamento 852/2004?

Per essere in regola con il Reg. (CE) 852/2004 devi coprire tre fronti insieme: notifica sanitaria ai fini della registrazione (art. 6), manuale di autocontrollo con i CCP della tua attività (art. 5) e rispetto dei requisiti d’igiene di locali e personale (art. 4). I tre adempimenti sono autonomi e vengono tutti verificati durante il controllo ufficiale. Se stai aprendo, se hai cambiato attività o se hai ricevuto una prescrizione da chiudere entro un termine, una consulenza HACCP con sopralluogo aiuta a inquadrare quali articoli si applicano al tuo caso e a mettere in ordine documentazione e registri prima dell’ispezione.

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Domande frequenti

Il Regolamento 852/2004 è ancora in vigore?

Sì. Il Regolamento (CE) 852/2004 è vigente ed è la base europea dell'igiene degli alimenti. È stato modificato, da ultimo dal Regolamento (UE) 2021/382 che ne ha aggiornato gli allegati. Ha superato il vecchio D.Lgs 155/1997, abrogato in Italia dal D.Lgs 193/2007.

Il Regolamento 852/2004 obbliga ad avere il manuale di autocontrollo?

Sì. L'art. 5 impone a ogni operatore dopo la produzione primaria di predisporre, attuare e mantenere procedure permanenti basate sui principi HACCP. Il principio (g) richiede documenti e registrazioni adeguati: è quello che in pratica prende la forma del manuale di autocontrollo.

Qual è la differenza tra Reg. 852/2004 e Reg. 853/2004?

Il Reg. (CE) 852/2004 fissa le regole d'igiene generali per tutti gli operatori del settore alimentare. Il Reg. (CE) 853/2004 aggiunge norme specifiche per gli alimenti di origine animale e prevede il riconoscimento degli stabilimenti, non la semplice registrazione.

Cosa ha introdotto il Regolamento UE 2021/382?

Il Reg. (UE) 2021/382 ha modificato gli allegati del Reg. 852/2004 introducendo la gestione degli allergeni negli stabilimenti, le condizioni per la ridistribuzione e donazione degli alimenti e la cultura della sicurezza alimentare, come impegno documentato della direzione e del personale.

Marco Rossi — Tecnologo alimentare (TODO: nome reale, ordine professionale e n. iscrizione)

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